Dopo tutti i conflitti e le discordie tra i popoli e le culture e le civiltà che giorno dopo giorno insanguinano il nostro mondo, il nostro pensiero, come le nostre speranze cominciano a vacillare. Ci domandiamo: dialoghi culturali, incontri, possono realmente costruire ponti tra i cuori dei popoli? È veramente possibile trovare sentieri e brecce nei muri che ci dividono in grado di unire veramente? Può il senso del sacro, che conserviamo nel profondo di ciascuno di noi, incontrare ”il sacro” in chi da noi differisce? Tuttavia se voci, tra loro differenti, s'incontrano in un progetto concreto, nella dimensione fisica e allo stesso tempo metafisica di un lavoro in comune, allora forse abbiamo fatto un piccolo passo avanti verso il nostro ambito traguardo. Ci rendiamo conto che il nostro progetto appare musicalmente e ideologicamente provocatorio. Come è possibile intessere musicalmente le enormi differenze culturali tra le diverse tradizioni di voci e di coro senza che una parte, una tradizione prenda il sopravvento sulle altre? Come fare per lasciare il miracolo libero di accadere? Possono differenze e convergenze unire veramente? È questo che noi cercheremo di verificare e... realizzare.
Nel 2008 l'Unione Europea celebra l'anno Interculturale.
Un anno che sarà importante per i molti dibattiti ed incontri internazionali.
Perché allora non anche un anno per un incontro musicale liturgico?
L’evento musicale è diviso in due parti della durata complessiva di circa un'ora e mezza.
Prima parte; consiste in cori o voci d'ensemble che i diversi gruppi scelgono direttamente, vale a dire che ciascuno esegue la musica vocale scelta. Questa musica vocale è logicamente concertata dal direttore dei cori che diventa in questo caso regista dell'intero evento.
Seconda parte; un lavoro musicale della durata di circa 20 minuti opportunamente composto per l'occasione.
In questo lavoro musicale tutte le diverse forme e tecniche vocali, che hanno contribuito alla prima fase, si amalgamano in una composizione musicale originale.
Su una piattaforma sull'acqua appositamente costruita una mistica danza di dervisci collega la prima alla seconda parte.
La parte finale consiste in un momento musicale strumentale o corale sul tetto del teatro dell'opera o del palazzo reale di Stoccolma.
Scena. Il nostro progetto prevede l'esecuzione dell'evento Vox Pacis in un luogo affascinante di Stoccolma. In pratica su una piattaforma costruita sull'acqua del lago Mälaren. Con spalti per il pubblico anch'essi costruiti per l'occasione.
Tuttavia l'evento potrebbe benissimo essere realizzato anche altrove e in un luogo completamente differente. A Roma per esempio l'isola tiberina o altro luogo.
Nel nostro progetto abbiamo pensato alla partecipazione di circa 400 persone tra gli artisti.
I disegni e il modello architettonico qui a Stoccolma prevedono posti per circa 4000 persone. Gli spalti sono costruibili in località Strömbron, e può costituire una struttura permanente.
Il progetto Vox Pacis vuole seguire le orme dell'arcivescovo e premio nobel per la pace Nathan Söderblom. Nel 1925 per iniziativa del religioso svedese si tenne in Svezia il primo grande incontro ecumenico europeo. Delegazioni di confessioni religiose da tutta l'Europa si riunirono a Stoccolma dal 19 - 30 agosto.
Vox Pacis intende in qualche modo ricordare e rendere omaggio a quell'evento con un incontro musicale internazionale tra realtà religiose e tradizioni vocali da tutto il mondo.
Tourné: Possibili tourné saranno possibili in accordo con autorità culturali delle nazioni di origine degli artisti ma anche in alcuni grandi capitali quali Roma, Parigi, Cairo, Gerusalem, Madrid, New Dehli, Calcutta, Varanasi, Paris, New York, e Luleå.
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Coordinatori di Vox Pacis nel mondo
Mohamad Jawad, Svezia e Medio-Oriente
Maynard Gerber, Comunità ebraica in Svezia ed in Israele
Thomas Sahlström, produttore (TS Music) per il coro di Tbilisi in Georgia
Chungdak Koren, presidente del comitato norvegese per il Tibet, già rappresentante del Dalai Lama in Svizzera – ora coordinatore tra Vox Pacis ed il mondo buddista.
Veikko Kiiver, coordinatore tra i cori delle nazioni baltiche e la Russia
